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CAPRIOLO Il Gruppo Alpini di Capriolo ha preso vita nel lontano 1930 ad opera di Giuseppe Gottardi, detto Pinì Cursur, che ne divenne il primo Capogruppo e di Natale Marini, conosciuto da tutti come Paradighì, attorno a cui si strinsero e operarono gli Alpini capriolesi. La nascita del nuovo Gruppo venne poi sancita ufficialmente con la benedizione del primo gagliardetto con madrina Maria Rosa Martina. Dopo il Secondo Conflitto Mondiale, che forzatamente ne interruppe le attività, il Gruppo si riformò raccogliendo i molti reduci Alpini che anni prima da Capriolo erano partiti per i lontani fronti di guerra della Francia, dell’Albania, della Jugoslavia e della Russia. Con la crescita e il consolidamento del sodalizio in questi anni gli Alpini capriolesi hanno avviato numerose e impegnative iniziative: prima di tutto la ristrutturazione della Cappella dei Caduti e Dispersi, sita ai piedi della pineta di Sant’Onofrio, che ha assunto il nome di Regina Pacis, poi la costruzione del “rifugio” nei pressi della Cappella stessa che è diventato la sede del Gruppo, quindi la posa di una lapide commemorativa di tutti i Caduti nel Tempio della Madonna degli Alpini di Darfo Boario Terme e infine la costante manutenzione della pineta, del Parco e della Via degli Alpini, che consente l’accesso a tutto il complesso alpino. Accanto a queste realizzazioni il Gruppo Alpini di Capriolo ha anche dato avvio a diverse iniziative legate al mondo del volontariato, all’ambito sociale e alla solidarietà: una tradizione consolidata vede prima di tutto le Penne Nere capriolesi portare doni in occasione della festività di Santa Lucia agli anziani ospitati nella locale Casa di Riposo e poi sostenere le attività dell’Associazione Agapha & Breccia, dell’Oratorio e della Parrocchia di Capriolo, del Corpo Musicale Santa Cecilia (i cui componenti sono sempre presenti a tutte le manifestazioni organizzate dal Gruppo), delle missioni, della Sede Sezionale e della Scuola Nikolajewka. Nel 1996 il primo gagliardetto, che ha accompagnato gli Alpini di Capriolo in guerra e in pace per oltre sessant’anni, è andato in congedo, sostituito dal nuovo vessillo che ha avuto come madrina d’eccezione Francesca Muratori, moglie del reduce del fronte greco-albanese
PARCO DEGLI ALPINI Il Parco degli Alpini è nato all’inizio degli anni Ottanta quale coronamento dell’opera di costruzione della Cappella della Regina Pacis e della nuova sede del Gruppo. Realizzato con tutti gli arredi necessari esso rappresenta nel modo migliore gli sforzi degli Alpini per dare una sistemazione decorosa alla zona sulla sommità della collina di Sant’Onofrio, tanto che nel corso degli anni è sempre stato curato e abbellito, diventando anche luogo di ritrovo per i capriolesi durante le gite nei freschi giorni di primavera e nelle assolate giornate estive, nonché occasione di incontro tra gli Alpini e la popolazione di Capriolo. Al mantenimento del Parco non concorrono unicamente gli Alpini, come è stato confermato il 30 ottobre 1999 quando, in concomitanza con la festa degli alberi, gli alunni delle scuole medie e le Penne Nere capriolesi hanno messo a dimora una sessantina di alberelli in uno spiazzo ricavato accanto alla sede del sodalizio.
STORIA DELLA CAPPELLA REGINA PACIS La precaria situazione dell’antica Chiesetta degli Alpini, che nel corso degli anni aveva cominciato a mostrare i segni dell’usura e del tempo, divenne il tema costante delle riunioni – e delle conseguenti amichevoli discussioni – avviate all’interno del Gruppo nel 1980: in quell’anno si colse così l’occasione di esaminare diverse modalità d’intervento. All’inizio infatti ci si limitò a proporre dei lavori di restauro di emergenza ma, proseguendo il confronto tra le diverse opinioni, in definitiva si impose la decisione di ricostruire ex novo l’intera struttura, ingrandendola e adattandola alle nuove esigenze. Accolta la proposta dell’allora capogruppo Gianmaria Bonetti – e dopo nuove riunioni e valutazioni – i lavori presero il via sotto la supervisione del geometra Gaultiero Ghilardi, alpino e progettista dell’intera opera. I lavori di costruzione videro per due anni impegnati gli Alpini del Gruppo che, nonostante le difficoltà incontrate, decisero anche di creare nel terreno prospiciente la nuova costruzione una struttura che potesse diventare la sede del Gruppo sostituendo la precedente ubicata in Casa Ochi: da questo primo proposito ha preso così vita il “rifugio”, un luogo in cui tutti gli Alpini di Capriolo possono ritrovarsi. A questo punto divenne giocoforza completare la sistemazione di tutta l’area, realizzandovi un parco e un parcheggio per consentire a tutti i capriolesi di usufruire degli splendidi spazi della collina di Sant’Onofrio. Ultimo passo di questa laboriosa attività fu la richiesta presentata da parte di tutto il Gruppo al sindaco di Capriolo di intitolare la via d’accesso alla Chiesetta e alla sede agli Alpini. Le Penne Nere hanno così potuto veder concretizzarsi le idee e i progetti portati avanti per anni domenica 10 luglio 1983, quando sono state inaugurate prima la Via degli Alpini, tenuta a battesimo dalla madrina Lucia Zerbini, poi la campana, madrina Adele Ziliani, e infine la cappella, madrina Cecilia Gottardi. L’interno della Chiesetta, con il tabernacolo affrescato dal pittore Vito Alghisi con rappresentazioni dei momenti più drammatici della ritirata del Corpo d’Armata Alpino dal fronte del Don e della battaglia di Nikolajewka, accoglie affisse sui muri perimetrali le lapidi poste a ricordo dei Caduti e dei Dispersi capriolesi sui vari fronti di guerra e i nomi degli Alpini andati avanti nel paradiso di Cantore in questi ultimi sessant’anni, nonchè gli scudetti di tutte le grandi unità delle Truppe Alpine. Vicino all’altare in pietra di Sarnico è stata poi posta la Madonna degli Alpini, scultura lignea dei Poisa di Brescia, mentre all’ingresso accoglie i fedeli la statua di Santa Barbara, a ricordo dei minatori che per decenni lavorarono nelle cave ai piedi della collina.
SEDE DEL GRUPPO La sede del Gruppo Alpini di Capriolo, come detto più sopra, ha visto la luce nel 1983 nell’ambito dell’operazione di costruzione della nuova Cappella della Regina Pacis sulla collina di Sant’Onofrio. Da quel momento, e fino a oggi, questo “rifugio” (così venne deciso di battezzarlo in ricordo delle baite caratteristiche del panorama alpino) è diventato il luogo in cui le Penne Nere capriolesi si incontrano, discutono e confrontano le loro idee, organizzando tutte le loro attività e ideando le iniziative che li vedono prodigarsi nell’ambito sociale e in quello del volontariato.
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