ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

SEZIONE DI BRESCIA

 Sede: Via Nikolajewka,15 - 25133  Brescia – tel. fax 030 2003976 - e-mail: brescia@ana.it

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MARCHENO

Ci è stato tramandato che il Gruppo degli Alpini di Marcheno venne fondato con i solenni festeggiamenti, in voga nel tempo, nella domenica 8 maggio 1938. Nel nostro archivio purtroppo non ci sono documentazioni dell’atto costitutivo con il nome dei primi associati, ma la data è certa ed è già stata presa a riferimento per la
celebrazione del 40°, del 50° e del 60° di cui parleremo di seguito. A testimonianza del 40°, e quindi a riprova dell’esattezza della fondazione nel 1938, c’è la dedica
autografa del Cav. Giovanni Rizzinelli in fregio all’album di foto donato al Gruppo alpini in quell’occasione, da cui è tratta la foto della sfilata che si riporta sotto.

Primo capogruppo alla fondazione è l’alpino Giacomo Ardesi, classe 1879, soprannominato “Sabinì”, che diverrà poi cavaliere di Vittorio Veneto. Durante il periodo della seconda guerra mondiale il gruppo, come tutte le altre associazioni, ha le sue difficoltà, ma, alla fine della guerra viene riorganizzato da Piero Fappani che lo gestisce nel primo periodo postbellico, e nel 1946 viene ricostruito col nuovo capogruppo Vittorino Zabeni, classe 1919, combattente. Nelle nuove elezioni del 1949 viene eletto capogruppo Oreste Fausti classe 1902, combattente in Africa, che regge il gruppo fino all’inizio  del 1961. Gli succede poi come capogruppo Lorenzo Sosta, classe 1911, artigliere da Montagna, che resterà per 18 anni alla testa del gruppo. Sosta è l’ideatore ed il fondatore della chiesetta alpina di Caregno che qui sotto appare in una cartolina dell’epoca. Il disegno e l’incoraggiamento furono forniti da padre Ottorino Marcolini, ed ai lavori parteciparono numerosi volontari e simpatizzanti, tra i quali Antonio Parolini come ricorda una targa murata, e l’inaugurazione avvenne il 10 luglio 1966. A fare da madrina fu chiamata la signora Carmela Falappi.

Trofeo Monte Guglielmo
In questo periodo, dal 1968 al 1974, si svolgono le sette edizioni della gara di marcia di regolarità in montagna “Trofeo Monte Guglielmo” su diversi percorsi di circa 25 km che si snodano tra i piani di Caregno ed il monte Guglielmo, aiutati all’inizio dal prof. Luigi Zampedri del C.A.I. Valtrompia, e dal sig. Adolfo Chiesa fiduciario della F.I.E. Il trofeo Monte Guglielmo era stato offerto dall’on. Angelo Gitti, ed è stato disputato per sette anni fino alla sua definitiva assegnazione alla squadra di Calino. Questa gara ebbe grande successo di partecipazione e fu emulata anche da molti dei nostri giovani alpini, tanto è vero che dal 1973 al 1976 alcuni soci del Gruppo si distinguono in altre gare di marcia classiche, sia in provincia che in campo nazionale: una pattuglia vince nel 1973 il “Trofeo Gentilini di Irma” , e, nello stesso anno, il 7 ottobre a Laives (BZ) la squadra ANA di Marcheno, composta dagli alpini Bruno Doloni, Giovanni Bertussi, Severino Cargnoni, vince il 1° campionato nazionale di marcia in montagna, ed anche un’altro dei nostri alpini di Marcheno, Bruno Zubani, fa parte della squadra di Irma che si classifica al secondo posto. Non si può omettere un ricordo, sempre in questo periodo, della  partecipazione a diversi rally di sci alpinistico dell’Adamello ed ai campionati alpini di slalom dove tanti nostri giovani alpini si fanno onore. Nel 1972 viene costruito dietro alla chiesetta un deposito attrezzi che diverrà poi il primo nucleo dell’attuale bivacco. Nel 1974 venne costituito anche il nucleo antincendio che, come è regola in tutte le realtà dei Gruppi Alpini, è parte integrale ed indissolubile del Gruppo stesso. Dopo il terremoto del Friuli, una decina di volontari del Gruppo, Alpini ed amici degli alpini, partecipano a più riprese (1976 - 1977), alle opere di ricostruzione a Venzone ed a Villa Santina  (UD). Per la cronaca bisogna menzionare in questi tempi anche l’inaugurazione dell’Enal Alpino che dapprima viene aperto alla Croce, e successivamente viene spostato all’Albergo “alla pesa” di Marcheno sopra, dove, in un locale del retro, c’è anche la sede del gruppo. Alla chiusura del circolo, la sede verrà ospitata per alcuni anni in una casa di Viale Indipendenza fino al 1985.

Piantagione Caregno – Lividino
Il 2 gennaio del 1979 iniziano i lavori di piantumazione in Caregno e Lividino: è un’impresa ed un impegno enorme per gli alpini, e fa seguito all’assegnazione al Comune di Marcheno di 86 milioni per realizzare una piantagione di 65000 piantine sulle pendici brulle sopra la chiesetta alpina. Appena iniziati i lavori della piantumazione, il 28
gennaio del 1979, muore il capogruppo Lorenzo Sosta che nel frattempo ha avuto la nomina a cavaliere. Gli succede, con elezioni del febbraio 1979, Franco Zubani, classe 1931 che si trova ad affrontare e gestire questa enorme mole di lavoro, e la relativa responsabilità nei confronti del Comune, della Regione Lombardia e del Corpo Forestale. Il lavoro, che è prevalentemente stagionale, proseguirà per 4 anni coinvolgendo moltissime persone, e contribuirà, in quegli anni, a far guadagnare la giornata a numerosi disoccupati e cassaintegrati delle grandi aziende che in quegli anni erano in crisi. Le necessità del momento sono occasione di rilancio anche del ruolo del consiglio direttivo del gruppo che da questo periodo ritrova maggiore coesione ed un rinnovato slancio, e collabora in modo più concreto con il capogruppo, e si comincia a delegare i i collaboratori del capo che diventano i responsabili delle diverse attività di amministrazione e di gestione, sia del gruppo, sia dei lavori incombenti.

Tra l’80 e l’81 viene progettata l’aggiunta del campanile alla chiesetta di Caregno e la completa ristrutturazione dei locali di deposito annessi. Il nuovo campanile, con relative piccole campane, insieme col nuovo bivacco intitolato a “Sosta cav. Lorenzo”, viene inaugurato durante i festeggiamenti della seconda domenica di luglio (11- 2 luglio 1981). La chiesetta assume la sua fisionomia definitiva, come appare oggi, ed è completata con la tettoia di protezione del portoncino sul davanti, ed il marciapiede e la zoccolatura in porfido. Vengono deposte anche le lapidi nella chiesetta a ricordo del cav. Lorenzo Sosta e del Padre Ottorino Marcolini, “il cappellano degli Alpini”.

 

Successivamente, con una risoluzione del Consiglio Direttivo del Gruppo, si decide di ricordare con una lapide, tutti i capigruppo “andati avanti” e con loro, anche due “consiglieri a vita” : Rizzinelli Cav. Giovanni, che fu la spalla del capogruppo Sosta nel periodo della sua gestione, e Gitti Pierino, reduce della campagna di Russia e papà del sindaco Roberto. Dopo il terremoto dell’Irpinia, , nel gennaio 1981, alcuni alpini del gruppo partecipano a Solofra alle opere di ricostruzione e di soccorso alla popolazione. Nel 1982 inizia a Brescia la costruzione della scuola Arti e Mestieri, intitolata poi “Nikolajewka”, ed il gruppo Alpini di Marcheno partecipa fattivamente anche a questa opera con numerosi uomini ed offerte in denaro.

Nella primavera 1983 viene effettuato da parte dei responsabili della  Regione Lombardia e del corpo Forestale il collaudo della piantumazione con esito favorevole con gran sollievo e soddisfazione di quanti sono stati coinvolti dal grosso impegno. Le elezioni del nuovo consiglio nel 1983 slittano al mese di maggio proprio per dar modo al consiglio uscente di terminare i lavori ed i collaudi della piantagione. Bisogna dire che il gruppo di Marcheno è stato sempre molto ligio alle disposizioni della sezione che ha raccomandato in più occasioni, durante le assemblee sezionali, di rinnovare i consiglio alla scadenza dei tre anni rinnovando anche i capigruppo. In questa tornata, le nuove elezioni vengono tenute con schede distribuite a domicilio a tutti i soci e, nella successiva riunione del nuovo consiglio, in data 4 giugno del 1983 viene nominato il nuovo capogruppo Benvenuto Contessa, classe ‘45, artigliere da montagna. Il 12 dicembre 1984, con una delibera di giunta, il Comune assegna al gruppo alpini una vecchia stalla che si affaccia sul cortile della casa di via Rinaldini: numerosi soci si prodigano ai lavori di svuotamento e rifacimento  dell’interno ed il gruppo provvede all’arredamento costruito su misura per l’occasione: la nuova sede viene inaugurata nel luglio del 1985 alla presenza del presidente della sezione Sandro Rossi, del vicepresidente Pierino Gabrieli e benedetta dal parroco don Luigi Bellini.

Dal 1984 vengono riprese le gare di marcia di regolarità in montagna con il “Trofeo cav. Lorenzo Sosta” alla memoria, che è valevole come prova regionale F.I.E. Lo svolgimento di questa gara viene proseguita fino alla definitiva assegnazione del trofeo, nel 1987, al G.A.M. Sarezzo che si è aggiudicato per due volte la vittoria: la classifica definitiva vede: 1) G.A.M. Sarezzo – C con punti 87; 2) A.S. Cailinese – A con punti 103; 3) G.S.A. Botticino – A con punti 127. Anche nell’ambito della collaborazione con la parrocchia gli alpini si distinguono. Già da prima di Natale del 1983, nell’occasione degli auguri al parroco, gli alpini si erano proposti a don Luigi  Bellini per provvedere al rifacimento dei sette solai di legno dei diversi piani del campanile della chiesa parrocchiale di Marcheno perché erano alquanto malridotti e pericolanti. E quindi, nella primavera 1984 vengono rimossi tutti i vecchi solai in legno, svuotando e ripulendo completamente il campanile, e vengono messi in opera quelli nuovi formati con travetti di abete 15x10 ed assito di larice da 2,5 cm. Tutto il legname è offerto dalla segheria Giovanni Fracassi. Ad ogni piano del campanile vengono realizzate botole per il passaggio e vengono posizionate solide scale di ferro. Sempre in questo periodo, grazie al contributo di una persona di Marcheno che ha desiderato restare anonima, il gruppo alpini diviene tramite per recapitare alla Sezione ANA di Brescia una consistente offerta in denaro per la scuola arti e mestieri “Nikolajewka”. Nell’estate si provvede anche a ripulire l’antico sentiero “della scaletta” che è la direttissima per raggiungere Caregno da Aleno, passando dalla loc.” Piazze” ed attraverso una delle spaccature delle “Corne de Caregn” . Un passaggio un po’ a rischio di scivolare viene “ferrato” con una corda in acciaio inossidabile che fa da para-mano nel tratto più rischioso. Nelle foto si riporta la vista della corda sia da monte che da valle. Le foto sono recenti e mostrano che il passaggio è ben tenuto e funzionale.

Nel 1986 in Caregno viene posato il pennone per l’alzabandiera e costruito il muro di sostegno dietro il bivacco. Nel 1987 si amplia ulteriormente il bivacco per realizzare una piccola cameretta ed un servizio igienico, e si posano le nuove coperture in lamiera preverniciata di tutto il complesso. Nel settembre dello stesso anno, su desiderio di don Marco Belleri, che il gruppo di Marcheno ha adottato come cappellano, viene eretta in Caregno, al crocicchio della strada per la chiesetta, una Santella dedicata alla “Madonna de la Pégnatìna”, così chiamata per il nome dialettale della pianta di biancospino che si trovava addossata alla costruzione, e che è stata salvaguardata durante i lavori, accudita e raddrizzata proprio per fare da sfondo alla Santella. Nel passato, come tanti ricordano, quando ci si recava in Caregno
camminando sulle vecchie strade e mulattiere che salivano da Magno o da Cesovo, si incontrava la “santella di Polvere”, oppure la “santellina” posta a due terzi della mulattiera Cesovo-Caregno; ma ora che quasi più nessuno raggiunge Caregno a piedi non capita più l’occasione di una breve sosta per un’Ave Maria. Quindi, don Marco ha scelto un crocicchio che oltre ad essere vicino alla sua abitazione, è un punto di passaggio obbligato sia per chi arriva in Caregno, sia per chi prosegue per la Pontogna o per il Guglielmo.

L’inaugurazione del manufatto progettato e costruito dagli alpini avviene il 4 settembre 1987 con un grande numero di persone che festeggiano Don Marco; e lo scultore Paolo Baga, suo amico valsabbino, gli dona una pregevole statuetta di frassino raffigurante la Madonna col Bambino che viene benedetta e posta sull’altare, e che diviene presto la devozione degli abitanti e dei passanti di Caregno. Purtroppo dopo la morte di don Marco si sono perse le tracce della statuetta originale. Nei giorni 4-6 dicembre del 1987 si tengono nuove elezioni e viene eletto capogruppo Bruno Zubani, classe 1944. Nella primavera del 1988 viene ripulita dai rovi e restaurata la Santella posta al bivio della strada della Parte e del Cimitero nella quale si trova anche un grande crocifisso di legno che, quando ci si mette mano per ripulirlo, si scopre essere un prezioso intaglio del ‘700. Nel maggio 1988 Marcheno è onorata dalla presenza del coro della Brigata Alpina Tridentina di stanza a Bressanone che interviene a chiusura di una delle ricorrenti annuali feste ecologica con gli alunni della scuola media.

Nello stesso anno si organizzano e si celebrano i festeggiamenti per il 50° di fondazione del gruppo con due giorni di festeggiamenti che prevedono il raduno della cittadinanza presso la sede in via Rinaldini già alla sera del sabato 18 giugno, la messa per ricordare tutti gli alpini “andati avanti” presso il santuario della Madonnina, e poi l’intrattenimento presso l’auditorium delle scuole medie col coro di Inzino. Il giorno successivo vene svolta la sfilata dalla sede di Via Rinaldini fino al monumento dei caduti, e durante la S. Messa avviene la benedizione e l’inaugurazione del nuovo gagliardetto del 50° di cui è madrina la signora Luisa Ricci in Dusina. Sempre nel periodo in cui è capogruppo Bruno Zubani c’è l’inaugurazione del “Parco Alpini” realizzato dall’amministrazione comunale in Via Bachelet che comprende una piastra multivalente per i giochi inserita in una piantagione di cespugli ed alberi di essenze  pregiate, con un anfiteatro realizzato con gradinate in tufo per ospitare manifestazioni-spettacoli, ecc. Il Parco è affidato da allora al Gruppo Alpini di Marcheno per la pulizia e la manutenzione che risulta sempre particolarmente impegnativa ed onerosa per i continui atti di vandalismo degli utenti tardo-serali.

Nei giorni 9-10 dicembre del 1989 si tengono nuove elezioni e viene eletto capogruppo Bruno Doloni classe 1945, che negli anni precedenti ha sempre svolto attività di segretario fin dal periodo in cui era capogruppo Franco Zubani ed ha tenuto costantemente minuziosi resoconti delle attività di protezione civile ed antincendio di cui era il responsabile anche in precedenza. Con lui prende maggiore importanza e lustro questa attività e viene costituita a Marcheno, a cura della Sezione di Brescia, la squadra di 2° intervento dell’ANA provinciale, e questa decisione da rilevanza e fama al nostro gruppo in ambito sezionale. Successivamente, dopo le elezioni avvenute nell’assemblea 13 dicembre 1992, i neo-consiglieri si riuniscono in Caregno il 2 gennaio 1993 ed eleggono nuovo capogruppo Oreste Bertussi, classe 1941. Continua l’attività di protezione civile e delle esercitazioni della  squadra antincendio sia in ambito provinciale che regionale, e le feste ecologiche in Caregno con gli alunni delle medie che sono divenute ormai, a partire dal 1988, un appuntamento fisso annuale, dove, in una giornata concordata col preside della scuola media, decine e decine di alunni si recano in Caregno e, assistiti dai volontari alpini, mettono a dimora ciascuno un alberello. In questo periodo viene realizzato il fuoco esterno a servizio del bivacco ed il gruppo partecipa a Brescia ai lavori di costruzione della nuova sede sezionale a Mompiano intervenendo con numerosi alpini ed amici degli alpini di Marcheno. Il nostro gruppo viene segnalato dalla sezione per il “Premio fedeltà alla montagna” che premia alpini oppure gruppi di alpini che “abbiano utilmente operato per la difesa, la valorizzazione e l’arricchimento dell’ambiente montano”; ed arriva ad un soffio dalla assegnazione, tanto è vero, che il Giornale di Brescia del 10 maggio 1994, a pag. 15, riporta un articolo (a firma p.g.) dove, secondo indiscrezioni fornite da Pierino Gabrieli, vicepresidente della sezione di Brescia e delegato responsabile della zona della Valtrompia, si annuncia addirittura l’assegnazione del premio di dieci milioni di lire! L’alluvione del basso Piemonte avvenuta nel novembre ’94 vede tra i soccorritori anche una squadra di alpini ed amici degli alpini di Marcheno che sono intervenuti prontamente e si trattengono per oltre una settimana ad aiutare quelle popolazioni. Da ricordare, sempre in questi tempi, c’è anche il ritorno delle ceneri di alcuni alpini caduti in Russia durante l’ultima guerra mondiale, che è stato oggetto di trattative ed accordi tra il governo Russo e quello Italiano con il patrocinio dell’A.N.A. Anche il gruppo alpini di Marcheno con l’amministrazione comunale si organizza per ricevere con onore le ceneri dell’alpino Ghirardini Agostino che vengono recate da Udine, accompagnate da un picchetto d’onore che comprende il giovane alpino di Marcheno Simone Fausti, che in questo periodo sta svolgendo il servizio militare di leva. Dopo nuove elezioni del consiglio direttivo nei giorni 8-9 dicembre del 1995, viene eletto capo-gruppo Modesto Zubani, classe 1944.

Continua l’impegno del capogruppo e di numerosi alpini ai lavori di costruzione della nuova sede sezionale di Brescia. Nel luglio del 1997 viene realizzato nel bivacco di Caregno un sistema di riutilizzo delle acque pluviali per i servizi con una cisterna interrata in acciaio inossidabile ed una pompa che convoglia l’acqua ad una vasca sul campanile. In questo periodo avviene anche un fatto abbastanza fastidioso per il Gruppo Alpini di Marcheno: difatti, a causa di delazioni arrivate ai vertici della sezione di Brescia, vengono sollevate contestazioni in merito alla durata della leva militare del capogruppo Modesto Zubani. Purtroppo, dopo verifica, la durata della sua naia risulta inferiore al minimo regolamentare per l’iscrizione perché fu congedato ancora al C.A.R. essendo il terzo fratello che andava militare, e quindi si mette in discussione la legittimità della sua iscrizione al Gruppo Alpini, e si chiedono le sue dimissioni. Il consiglio direttivo del gruppo cerca di opporsi a questa richiesta e pertanto si inaspriscono i rapporti con la Sezione. Questo “braccio di ferro” si trascina alcuni mesi. Il 19 dicembre del 1997, viene nominato capogruppo Renato Cremini, classe 1961, e si ristabiliscono le buone relazioni con la Sezione di Brescia durante un memorabile incontro avvenuto con il consiglio provinciale dove dapprima si scambiano accese battute, ma alla fine prevale il “buon senso alpino”. Il consiglio di Marcheno rientra ranghi. Il presidente Rossi interverrà in Caregno, nel luglio successivo, a lodare e premiare lo spirito alpino e la laboriosità di Modesto che si è fatto apprezzare anche nei lavori della nuova sede ANA di Brescia dove ha partecipato per un lungo periodo. Purtroppo, in questo periodo vanno peggiorando i rapporti con la squadra della protezione civile ed antincendio all’interno del Gruppo.

Contro la regola nazionale che prescrive che in tutti i gruppi alpini dove è presente una squadra di protezione civile, questa debba dipendere dal capogruppo, la squadra di Marcheno, singolarmente, rivendica da tempo la propria completa autonomia, soprattutto gestionale ed economica, e nel gennaio del 1999 avviene la fuoriuscita di alcuni soci dal consiglio direttivo del Gruppo Alpini. Nonostante intervengano nella disputa anche alcuni responsabili sezionali, la scissione diviene irreversibile e definitiva, e la squadra antincendio boschivo e protezione civile diventa un’associazione indipendente sotto l’egida dell’Amministrazione Comunale. Il 23 e 24 maggio del 1998 viene festeggiato il 60° di fondazione del gruppo alpini di Marcheno con due manifestazioni che hanno l’intento di ricordare alcuni soci: la prima edizione del memorial Zubani Franco (Omasì) per ricordare questo vecchio capogruppo esempio di “alpinità” ed il quadrangolare di calcio memorial Giuseppe Zabeni
(Beni). Il memorial Zubani Franco, che verrà ripetuta anche l’anno 1999 con la seconda edizione, consiste in marcia non competitiva con un bel percorso estremamente panoramico che, cominciando dall’oratorio parrocchiale si snoda per la frazione Parte, sale fino al Seradello e sfiora la punta Carneda, passa dalla cascina di Poadro a 900 m di altitudine, e discende poi dalla valle del Vandeno fino a Rovedolo, e ripassando dalla Parte torna all’oratorio dopo un percorso di circa 8 km. Il 16 maggio 1999, all’Adunata Nazionale di Cremona, il Gruppo Alpini di Marcheno ha l’onore di aprire la sfilata della sezione di Brescia con lo striscione:
“NON TOGLIETECI L’ONORE DI SERVIRE LA PATRIA” ideato e proposto da un alpino del nostro gruppo di Marcheno.

Nella primavera del 2000 viene acquistato un gazebo di 25 metri quadrati (5x5 m) per realizzare una maggiore ospitalità, e capienza di persone del bivacco di Caregno durante tutta la stagione estiva.

Numerosi alpini del consiglio direttivo si impegnano a tenere aperto a turno la struttura, durante tutte le domeniche estive, per ospitare quanti desiderano passare un giorno in questo luogo. Per l’ occasione del trofeo “Gir de le Malghe” (2 giugno 2001), il bivacco diventa punto di ristoro degli atleti impegnati in questa competizione. Da quella prima volta, questo servizio non è stato più interrotto ed è divenuto un “appuntamento” fisso di inizio giugno. Nel settembre del 2001 viene richiesta un’ulteriore autorizzazione a costruire un porticato per il ricovero delle attrezzature in aggiunta al bivacco di Caregno che viene realizzato nella primavera successiva
insieme ad un nuovo servizio igienico a tergo del bivacco. Il 2001 vede anche l’inizio della festa unitaria dei “3 gruppi” alpini del comune: Gruppo di Marcheno, Gruppo di Brozzo, Gruppo di Cesovo. In questi tempi, nei quali tutti fanno a gara a dare esempio di individualismo esasperato e di divisioni egoistiche, gli alpini organizzano qualcosa “insieme” e questa iniziativa viene ripetuta ogni anno a turno nella prima domenica di maggio, invitando l’intera cittadinanza ad unirsi a questa festa.

Una bandiera in ogni famiglia!
Iniziativa memorabile collegata alla  prima festa dei tre gruppi è stata quella di donare una bandiera ad ogni famiglia. L’idea era già stata vagheggiata da tempo da alcuni
alpini del Gruppo di Marcheno, ma è stata ripresa, e proposta finalmente con decisione, nell’occasione d questa festa per  dare un grande coinvolgimento di cittadinanza alla festa dei tre gruppi. L’iniziativa è stata prontamente accolta anche dai Gruppi Alpini di Brozzo e di Cesovo, in modo che tutti avessero un tricolore in casa da esporre nelle solennità e ricorrenze civili! Molte sono state le famiglie del comune di Marcheno che ne hanno approfittato ed hanno ricevuto questo omaggio da parte degli Alpini. Il 21 dicembre 2003 diventa capogruppo Ezio Poli, classe 1949, che ha avuto modo di farsi apprezzare anche nel periodo precedente durante i numerosi lavori compiuti in Caregno di cui è stato sempre l’animatore. Nel 2003 – 2004 infatti vengono cementate le stradelle comunali dalla “Fabbrica” fino alla chiesetta, con un grande impegno soprattutto di Ezio; viene rinforzato il muro di sostegno dell’area della chiesetta alpina, viene rifatta completamente la recinzione con pali di legno tornito e sistemate le aree esterne. Vengono inoltre installati i tavoli e le panche nelle aree picnic di Caregno. Per ovviare al rischio di prosciugamento della riserva di acqua nella nostra cisterna di Caregno, si provvede a posare una tubazione interrata che collega la cisterna stessa al torrente che esce dal “fontanino della salute”. In questo modo, nel caso di prolungata assenza di pioggia, è possibile pompare l’acqua direttamente dal torrente e riempire in poco tempo la cisterna. Per ottenere una copertura di unione tra a struttura del bivacco ed il gazebo viene realizzato un pergolato che durante la stagione estiva viene coperto con un telo; vengono acquistati altri tavoli e relative panche ed ora la struttura può ospitare più di un centinaio di persone comodamente sedute: il nostro gruppo ora è veramente orgoglioso di questa struttura che è sicuramente una risorsa ed una dotazione per l’intera comunità che ne voglia fruire.

Si mette mano anche al parco alpini sostituendo le tavole in legno dei sedili sulle gradinate e parte dei blocchi di tufo divelti. Per essere certi che le nuove tavole siano a prova di vandalo vendono avvitate nella muratura con barre lunghe 30 cm che riescono a prendere i blocchi di tufo di due strati sovrapposti. Nel 2005 l’ Amministrazione Comunale accoglie finalmente una antica e reiterata istanza del Gruppo Alpini e mette loro a disposizione i locali adiacenti alla sede e la completa disponibilità del cortiletto interno. Ora la sede può essere notevolmente ampliata: vengono eseguiti i lavori di ristrutturazione durante tutta la primavera 2005, e nel mese di maggio, 20 anni dopo la precedente inaugurazione avvenuta nel 1985, viene terminata la ristrutturazione e l’ampliamento. La benedizione inaugurale viene impartita dall’arciprete di Marcheno don Roberto Zanini ed il nastro viene tagliato dal sindaco dott.ssa Barbara Morandi. La foto inquadra il discorso del capogruppo Ezio Poli alla presenza del mitico Pierino Gabrieli, nostro responsabile di zona e vice-presidente della sezione ANA di Brescia. A lui, che fu un illustre esempio di eroismo nella guerra di Albania (croce di guerra meritata sul campo il 19 aprile del 1941 a Erseka), e capo carismatico di tutti noi “bocia” (si fa per dire… nei suoi confronti), il nostro gruppo è particolarmente riconoscente per la sua paterna vicinanza soprattutto nei momenti difficili di talune incomprensioni interne con le quali abbiamo rischiato di scoraggiarci.

A far da madrina all’evento è la signora Tina Rizzinelli moglie dell’ex capogruppo Oreste Bertussi, ed al taglio del nastro inaugurale è presente anche Giacomo Vivenzi
che è il decano dei nostri alpini (classe 1913) e reduce dalla prigionia nei campi di concentramento in Germania (Hoenstein). Adesso la sede dispone di un salone con banco mescita, l’ufficio per la segreteria, la cucina, la cantina, ed un servizio igienico adeguato. Ed un pennone con le bandiere, Italiana ed Europea, che sventolano sul davanti. Nelle foto riportate vede un momento del taglio del nastro, l’antico portone d’ingresso alla casa , uno scorcio dell’atrio con il cappello alpino raffigurato sul  pavimento e l’interno della sala col banco mescita.

 

Nel 2005, per una iniziativa del nuovo presidente nazionale dell’A.N.A., Corrado Perona, vengono istituite benemerenze per gli alpini ancora viventi che furono impegnati nell’ultima guerra mondiale, ed anche il gruppo di Marcheno è interessato dall’arrivo di tre diplomi per i reduci alpini Contessa Davide, Vivenzi Gicomo e Vivenzi Faustino, ed il capogruppo, insieme ad alcuni consiglieri, provvede a consegnarli agli interessati. L’8 gennaio ’07, dopo le nuove elezioni tenute durante l’assemblea del 17 dicembre 2006, viene eletto capogruppo Piergiacomo Contessa, classe 1960, alpino paracadutista. Già dalla primavera del 2007 il nuovo capogruppo mette tutti all’opera con una lunga lista di lavori. Come primo intervento si provvede a rifare la cisterna in Caregno che è ormai diventata insufficiente per l’utilizzo nella stagione estiva e pertanto si sposta quella esistente in acciaio inossidabile in superficie a ricevere l’acqua di una grondaia, e nello spazio interrato occupato in precedenza da questa si getta una nuova cisterna in calcestruzzo con capacità di oltre 6000 litri. Inoltre si esegue la completa ristrutturazione della vecchia legnaia posta al limitare del bosco, e si realizza anche un nuovo servizio igienico che è  ormai divenuto più che indispensabile per il grande numero di ospiti durante le manifestazioni in programma durante l’anno. Nella primavera 2007 viene acquistato un nuovo gazebo con una superficie di 40 metri quadrati (8x5) che si può collocare in Caregno, nel cortile antistante al bivacco, per aumentare la capacità dei posti a sedere al coperto durante le manifestazioni più affollate.

Tanto per cambiare, anche quest’anno si deve ulteriormente  rimediare ai guasti vandalici nel “Parco Alpini” e, tra le altre manutenzioni, si interviene a risarcire anche tratti di pavimentazione realizzata con elementi autobloccanti che i soliti ignoti riescono a  scalzare dal suolo e spargere attorno. Prima di concludere questa carrellata di vicende e di persone sarebbe una lacuna omettere una speciale menzione ai soci finora non nominati semplicemente perché non sono stati capogruppo, ma che sono sempre stati presenti alla maggior parte dei lavori, sia che si trattasse di prendere piccole e grandi decisioni nel consiglio direttivo, o di lavorare con piccone e pala, o con la carriola e betoniera, piuttosto che con decespugliatore e motosega: e sono gli intramontabili “senatori” Severo Zubani, Carlo Zubani, Toni Ghirardini, insieme ai perseveranti Giuliano Fausti, Ottorino Zubani, Beppe Santina, Sandro Uberti, Massimo Amadini e Mario Crescini, ed ai giovani Nicola Santina, Tiziano Fausti, Rossano Cotelli, Sandro Bonatti, Andrea Buoso che rappresentano il futuro del nostro gruppo. Nelle pagine precedenti, quando si riportava: “gli alpini hanno fatto…”, ebbene, erano loro a sostenere concretamente i diversi capigruppo nel fare, e consentir loro di poter passare dalla parola ai fatti e quindi a porsi, con la giusta competenza, a ciascuna delle “consolle” sopra menzionate. A tutti loro un grande abbraccio di amicizia e gratitudine. Per dovere di cronaca si riporta un’ultima annotazione in merito alla squadra A.I.B. di secondo livello, che, a partire dal 1996 è stata formata direttamente dalla sezione di Brescia. Infatti, due nostri alpini iscritti al gruppo fin dal 2002, Paride Belleri e Gabriele Beriola, fanno parte di questa squadra che è stata addestrata con corsi specialistici di istruzione, sia in Italia a Curno (BG), e Trento sia in Canada, per apprendere le nuove tecniche di spegnimento e conoscere ogni realtà ambientale, in modo di poter intervenire in casi di incendio a livello regionale e nazionale. Essa inoltre, con diverse manifestazioni in giro per l’Italia, sta promuovendo la formazione di altre strutture simili in altre regioni.

Monumento agli Alpini

Nell’autunno del 2007 si fa strada l’idea di festeggiare il 70° di fondazione, che ricorrerà nella primavera del 2008, con la costruzione di un monumento che rimanga nel tempo a ricordare gli alpini, e quindi prende il via l’ideazione di un bozzetto, sviluppato dallo scultore Abeni (Gineba), che viene discusso ed approvato in diverse sedute del consiglio direttivo del gruppo, insieme alla scelta della sua localizzazione sul territorio che deve avere i necessari requisiti di idoneità, disponibilità, e visibilità. Con la guida dell’artista un gruppetto di alpini provvede a simulare anche l’ingombro della costruzione utilizzando una dima costruita con listelli di legno. Alla fine ottobre del 2007 si arriva finalmente a dare il via alla realizzazione del monumento dopo aver avuto anche le necessarie autorizzazioni per realizzare la costruzione, e per l’uso dell’area, da parte dall’Amministrazione Comunale che promette anche un generoso contributo. L’iniziale idea di utilizzare blocchi di botticino viene abbandonata e  viene scelto il metallo per una maggior idoneità a rappresentare la tradizione mineraria e metallurgica della Valtrompia. Il monumento sarà realizzato in cor-ten e raffigura due piramidi convergenti sovrastate da un volo d’aquila ed avrà un’altezza di circa 7 metri. Sul davanti sarà posato un bassorilievo raffigurante due alpini che sorreggono un compagno esamine. Lo scultore, con la targa che viene riprodotta qui sotto, ci presenta i temi ispiratori del monumento:


DALLE VETTE INNEVATE ... ALL'INFINITA' DEL CIELO
Il monumento degli Alpini prende origine da tre elementi essenziali:
• l'alpino, espletati i suoi compiti per la Patria in un periodo in cui la
difesa del territorio era il dovere essenziale e primario, ora pone le sue
energie a servizio dell'intera comunità civile italiana, soprattutto
mettendosi a disposizione per i più deboli, i più bisognosi e per coloro
che non trovano sempre 'amici di viaggio";
• la forza dell’Alpino, rappresentata dalle due colonne saldamente e
solidamente collocate sulla terra, si innalza verso il Cielo, quasi a voler
prendere contatto con Colui che sa ricompensare ogni persona per il
bene svolto a servizio dei fratelli, e soprattutto degli ultimi;
• tra le due colonne sono evidentemente visibili delle "scalinate",
simbolo dei duri sentieri sempre percorsi a fatica dagli Alpini, ma gli
unici in grado di far salire verso la vetta, dalla quale dominare le
vallate, le comunità e la grande sofferenza umana in cammino verso la
liberazione e la conquista di un nuovo mondo.
• Il monumento si chiude verso l'alto in una sintesi di colonne ben
radicate alla terra con un volo di "aquile", forti, capaci di trasportare
verso il Cielo anche la pochezza e, perchè no, la povertà umana.
Un monumento come quello da me ideato, frutto e sintesi della storia
dell’Alpino impegnato nelle battaglie a difesa della Patria e dell'Alpino del
futuro, rivolto verso una nuova Patria, nella quale ogni uomo potrà
riconoscersi fratello, padre, madre e…
AMICO DELL'UMANITA' INTERA.

 

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