|
la
sezione










| |
PEZZAZE
Correva il mese d’ottobre
del lontano 1950, allorquando un gruppo di reduci della guerra 1915/1918 e di
quella del 1940/1943 si ritrovarono al Circolo Combattenti di Pezzaze.
Sono tutti Alpini e in loro affiorano i ricordi dell’Ortigara, dell’Adamello e
quelli più recenti delle “campagne” d’Albania e di Russia.
Fra gli anziani, sono presenti: il poi Cavaliere di Vittorio Veneto Ferraglio
Giacomo detto Cinì, Piardi Giacomo detto Gildo, Piotti Isidoro detto Beccafarina,
Bontacchio Francesco detto Fonesco, Bregoli Primo detto Gazet, Zagni Vittorino e
Gabrieli Pierino detto Pim.
Ognuno, ricorda fatti vissuti e compagni caduti.
Tutti ci si sente affratellati nei ricordi e uniti d’affettuosa amicizia.
Un sentimento forte, tanto forte che fa dire a Giacomo Ferraglio: “Perché non
facciamo il Gruppo Alpini?”
Una proposta tanto bella quanto sperata, perché in cuor proprio ognuno di noi da
qualche tempo l’aveva coltivata, ma non aveva avuto il coraggio di proporla.
Tutti fummo immediatamente d’accordo e, senza alcuna remora, alcuni di noi si
misero in contatto con altri Gruppi già costituiti e il 26 febbraio del 1951, il
teatro parrocchiale fece da degna cornice alla riunione di costituzione del
Gruppo Alpini in congedo di Pezzaze.
Ad essa presero parte 46 alpini, quasi tutti reduci, e unanimemente decisero che
il nuovo sodalizio fosse dedicato alla memoria della medaglia d’oro Serafino
Gnutti di Lumezzane.
Il ricordo del Sottotenente Serafino Gnutti è nel cuore degli alpini di Pezzaze
sia perché molti dei presenti lo ricordano come ufficiale volitivo e generoso
sia perché quella tragica notte del 21 gennaio del 1941, che segnò la sua fine
terrena, a Sciaf e Sofiut (in Albania) c’erano due alpini di Pezzaze:
Pietro Toninelli e Raffaele Balducchelli (caduti con lui).
Alla cerimonia d’inaugurazione, avvenuta il 13 maggio del 1951, partecipò il
Generale Luigi Reverberi, già comandante della Divisione Tridentina, in Russia.
Una cerimonia semplice,
come semplice è l’animo d’ogni alpino, ma densa di significato e di sentimenti
d’amore verso il prossimo e
di fedeltà per la Patria. Quasi a rilevare questo preponderante bisogno di
costruire nuovi obiettivi di pace e di fraternità, a celebrare
la Santa Messa stato il “ muratore di Dio”: Padre Ottorino Marcolini.
Per l’occasione, Pezzaze è tappezzata di striscioni a festa, ma uno di essi non
passa inosservato e assai grande è la commozione che assale l’animo di quanti
hanno letto il suo contenuto: “Pezzaze ricorda i suoi figli che per la Patria si
sono immolati, ricorda ed onora le mamme di quelli che, partiti non sono
tornati”. La chiesa è gremita di concittadini e fra loro numerosi sono coloro
che dai paesi vicini sono venuti ad onorare il ricordo dei caduti. Fra questi il
Commendatore Giacomo Gnutti, papà di Serafino, che sedeva accanto al Generale
Reverberi, Franco e Nella Fratelli, il Colonnello Lantieri de Paratico e il
Presidente della Sezione Alpini di Brescia. Ora il Gruppo ha 50 anni di vita ed
è più che mai attivo, prospero e presente in tante iniziative.
Possiede una bella ed accogliente sede, tappezzata di ricordi, che sono
impreziositi dalla presenza di tanti giovani e dall’efficienza di un Consiglio
di gestione che sempre ha saputo dimostrare sensibilità e solidarietà verso il
prossimo.
Dal giornale “Ocio a la pèna” - Edizione aprile 1972
1 26 dicembre 1971 il Gruppo di Pezzaze ha
tenuto l’annuale assemblea per il rendiconto e per il tesseramento. Il Capo
Gruppo ha ricordato con commosse parole il Presidente nazionale dr. Ugo Merlini
tragicamente scomparso di recente e ne è seguito un minuto di silenzioso
raccoglimento. I Soci del Gruppo di Pezzaze, riunitisi a Lavone e nel capoluogo,
per comodità logistiche, dopo una relazione del Capogruppo sulle attività
dell’anno 1971, hanno ricordato commossi la figura del Socio fondatore Ferraglio
Giuseppe Giacomo, valoroso combattente della guerra 1915/1918, da pochi giorni
scomparso, ed hanno reso omaggio, ricordandone la modestia e le ineguagliabili
virtù di Presidente, alla memoria del Dr. Ugo Merlini, deceduto in seguito al
noto incidente stradale.

| |
le attività










|