ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

SEZIONE DI BRESCIA

 Sede: Via Nikolajewka,15 - 25133  Brescia – tel. fax 030 2003976 - e-mail: brescia@ana.it

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PONTEVICO

STORIA DEL GRUPPO

Il gruppo alpini di Pontevico viene fondato il 28 marzo del 1973 dalla passione e dall’entusiasmo di un giovane alpino da poco congedato, Riccardo Gozzoli, che con capacità organizzative fu’ in grado di dar vita ad un giorno memorabile. A testimonianza di tutto ciò, segue un bell’articolo da  lui scritto in occasione del trentesimo anniversario della fondazione.

Quel giorno

“E’ una tiepida domenica di fine marzo 1973. Di primo mattino siamo già tutti in piazza Mazzini, tirati a lucido e pronti al grande evento. I cappelli sono stati scrupolosamente ripuliti dalle “cianfrusaglie” superflue e le penne sono tutte “di ordinanza”. Bisogna fare bella figura agli occhi dei nostri “Capi” di Brescia che, con caparbietà tutta alpina, saranno molto attenti a tutte le sfumature del cerimoniale. Saranno più attenti del solito, oltretutto, perché sanno che verranno ad inaugurare ed a ufficializzare la fondazione del Gruppo Alpini di Pontevico, paese non certo  contornato da alte cime, composto da quasi tutti giovanissimi che hanno osato, per di più, eleggere capogruppo uno sbarbatello appena ventitreenne che vuol saperla lunga!

Questo e altro mi passa per la testa mentre controllo il palco, addobbato e rivestito di tricolore, il banchetto per l’accoglienza “enogastronomica” degli ospiti in arrivo, le corone di alloro per il Monumento ai Caduti, gli spazi da destinare alla fanfara. Con pazienza quasi paterna i nostri pochi “veci” ci osservano e ci incoraggiano con gli sguardi, consapevoli di essere loro il vero centro dell’attenzione. Stefano, di solito così compassato e misurato, si muove continuamente su e giù per la piazza, col suo immancabile fazzoletto tricolore al collo, denotando la tipica agitazione della persona alla quale manca qualcosa. Capisco solo più tardi cosa gli manca, in realtà. Lui, designato alfiere del Gruppo, è infatti senza gagliardetto!Dovrà attendere la fine della cerimonia, dopo la benedizione ufficiale, per averlo in consegna.      Per tanti anni , fino alla morte, non lo abbandonerà più! Cominciano i primi arrivi. Barbe di ogni tipo, camicioni a quadri di tutti i colori, scarponi di varia foggia, cappelli di tutte le età. Ne arrivano tanti, a centinaia. La piazza brulica, l’allegria aumenta gradualmente. Arriva anche la fanfara alpina di Villanuova sul Clisi, inquadrata e curata dal caro maresciallo “Pinù”, il quale, dopo tanti rimbrotti per averlo contattato con troppo ritardo, non ha saputo o voluto dirci di no. Arrivano le autorità, tante. Come non ricordare, in particolare, la carismatica figura del per tutti grande Padre Ottorino Marcolini, indimenticato Cappellano degli Alpini? O quella del Generale Romolo Ragnoli, personaggio di grande spicco nella galassia Alpina bresciana? Arriva  la nostra Madrina, gentile signora Gadola, impeccabile nel portamento e nell’abbigliamento. Arrivano anche il Maggiore Antonio Cattina, “penna bianca” pontevichese, ed il mai dimenticato Padre Angelo Ragnoli, reduce di Cefalonia. E poi tutto incalza. Si forma il corteo per la sfilata. La fanfara non smette un attimo di suonare con maestria i brani più toccanti e noti del vasto repertorio Alpino. La sfilate ha finalmente inizio e le “Penne” che si muovono ordinatamente sono veramente tante, a centinaia e centinaia. La popolazione, numerosissima, applaude ai lati delle vie, tutte pavesate di tricolore, e nei piazzali che si affacciano lungo il percorso. Arriviamo verso la piazza. Sosta davanti al Monumento ai Caduti e deposizione delle corone. Silenzio d’ordinanza. L’Inno di Mameli. E poi ancora l’arrivo al palco, il dispiegamento, la celebrazione della S. Messa, la benedizione del Gagliardetto impartita da Mons. Crescenti, i discorsi delle varie autorità. Mi accorgo, mentre scandisco nel microfono i più che doverosi ringraziamenti per la splendida cerimonia, che qualcosa non va. I contorni, prima nitidi, sono ora sfocati e grigi.  Nessuna nuvola è comparsa in cielo. O forse dovrei chiamare nuvola quel velo umido che mi sta coprendo gli occhi?  

Tanti anni sono già passati……pare veramente impossibile! Da allora mi sono chiesto mille volte cosa possa spingere persone così diverse per età, estrazione sociale, cultura, appartenenza politica e formazione mentale a trovarsi insieme con autentico piacere, facendo cadere in modo sorprendente e con facilità tutto ciò che divide. Non ho mai trovato altra risposta all’infuori di questa: l’ “Alpinità”. Ringrazio ancora oggi tutti gli amici, Alpini e Simpatizzanti, che con vero entusiasmo hanno contribuito a rendere quel giorno davvero indimenticabile. 

Anche i capigruppo si sono avvicendati nel tempo. Dopo una decina d’anni Riccardo ha passato il testimone a Pierantonio, che ha retto le sorti del Gruppo con  entusiasmo per quasi quindici anni. L’attuale capogruppo, Bruno, è in carica da oltre dieci anni e si sta prodigando per promuovere ogni iniziativa utile per far crescere sempre di più il Gruppo. Sono cambiate le persone ma, fortunatamente, non lo spirito. Il senso pieno della solidarietà e la coscienza civica dell’aiuto a chi ne ha bisogno non hanno mai accusato flessioni. Anzi! Anche il Gruppo dei Simpatizzanti è sempre stato attivo, presente e di stimolo in ogni iniziativa. Il vecchio motto Alpino “onorare i morti aiutando i vivi” non è mai venuto meno ed è tuttora di grande attualità.

                                                                     LE NOSTRE ATTIVITA’

 Il gruppo alpini di Pontevico opera su vari fronti, inserendosi gradualmente nel tessuto comunitario di Pontevico e creando con esso un autentico legame. A livello puramente associativo sono da sottolineare le partecipazioni alle adunate nazionali (tutte!, con più di venti persone presenti persino a Catania, l’anno scorso), sezionali o dei gruppi della provincia, con rappresentanze sempre più numerose ed organizzate, nonché le presenze alle principali attività promosse dalla Sezione di Brescia. In ambito sociale ed umanitario non sono certo mancate iniziative ed interventi significativi. Basti ricordare, per tutti, l’ingresso massiccio e programmato di tanti Alpini e Simpatizzanti nell’AVIS di Pontevico, sia come donatori che a livello direttivo. Tanti, oggi, sono pluridecorati ed ancora attivi. Oppure le iniziative a sostegno delle popolazioni colpite da calamità naturali (terremoto del Friuli ed altri), oppure, in tempi più recenti, l’ingresso di numerosi soci nel Gruppo Volontari di Protezione Civile di Pontevico con il quale si collabora in piena sintonia e rispetto delle diverse attività. Oppure ancora le varie iniziative per raccogliere fondi da destinare al monumento vivente degli Alpini bresciani, la Scuola per spastici e miodistrofici “Nikolajewka” di Mompiano. Da una decina d’anni il Gruppo partecipa con entusiasmo sempre più crescente alla Colleta Alimentare, gestendo la raccolta nei supermercati locali con risultati estremamente lusinghieri (quasi 30 q.li di generi alimentari!).

A livello prettamente locale il Gruppo è sempre presente alle principali cerimonie sia civili che religiose. Da ricordare: la sfilata per le vie di Pontevico accompagnati dalla fanfara di Rieti alla quale il Gruppo ha dato ospitalità in occasione dell’Adunata Nazionale 2000 di Brescia; le serate musicali, la presenza di cori Alpini (finalizzata alla raccolta di fondi per la Parrocchia); l’assistenza durante i pellegrinaggi. In particolare quello ormai tradizionale al santuario della Madonna di Comella dove, dopo la S. Messa, il Gruppo offre ai “pellegrini” un gustoso ristoro. 

Come non ricordare, infine, i lavori di restauro prestati presso la Chiesa di S. Giuseppe (Suffragio), d’intesa con la Parrocchia di Pontevico . Tutte le iniziative vengono svolte a fini benefici come la raccolta di fondi destinati ad una bimba di Pontevico costretta a sostenere un intervento operatorio all’estero molto costoso. La partecipazione alla giornata del “VERDE PULITO” organizzata dal comune di Pontevico in collaborazione con le scuole ed altre associazioni. Il Gruppo è inoltre orgoglioso d’essere diventato socio della cooperativa sociale Nikolajewka ONLUS con l’acquisto di un’azione di sovvenzione.

  RICORRENZE

  30° ANNIVERSARIO

 Si è svolta domenica 27 aprile 2003 la sfilata degli Alpini organizzata dal Gruppo di Pontevico per celebrare il 30° anniversario di fondazione. E’ stato un autentico successo per numero di partecipanti, di pubblico e per l’organizzazione in generale. Di primo mattino, da poco spentosi l’eco degli splendidi canti interpretati magistralmente dal Coro Alpino Valcamonica di Darfo Boario Terme presso il cinema-teatro dell’Oratorio gremito in ogni ordine di posti, ecco arrivare in piazza Maestà le prime “penne nere”. L’accoglienza è perfetta, sia sotto il profilo organizzativo (registrazione dei gruppi presenti e consegna del guidoncino), sia sotto quello enogastronomico (non mancano spuntini e “bevande” di ottima qualità). Arriva presto anche la Fanfara Alpina dei congedati della Tridentina di Brescia che, schierata al centro della piazza, allieta i presenti con brani di sicuro effetto. Arrivano anche le autorità invitate, immediatamente coinvolte nell’atmosfera allegra e festaiola che ormai pervade il piazzale gremito di Alpini e di Concittadini. Tra i non Alpini spicca su tutti il gruppo dei Bersaglieri di Pontevico, particolarmente eleganti nella loro divisa color cremisi. Sono presenti i labari, i gonfaloni ed i vessilli di tanti gruppi, sezioni ed associazioni sia combattentistiche e d’arma, sia del  volontariato. Su tutti spicca, velato di bianco, il nuovo gagliardetto del Gruppo Alpini di Pontevico che verrà benedetto al termine delle cerimonie. Alle dieci in punto, come da programma, il corteo, perfettamente inquadrato, muove i primi passi cadenzati dal ritmo della fanfara che lo precede. E’ un gran bel colpo d’occhio che si presenta ai tanti cittadini che, assiepati lungo le vie, agli incroci o sui balconi, vedono sfilare davanti a sé decine di vessilli e centinaia di Alpini in maniera ordinata ed un po’ marziale. Le strade sono tutte pavesate di tricolore, giusta cornice per un evento che come pochi altri sa rappresentare il senso di italianità e di patria. La sfilata, adeguatamente “protetta” dalle forze dell’ordine locali e dagli amici Volontari della Protezione Civile di Pontevico, transita ordinatamente per le vie del paese. Particolarmente toccante, per tutti i partecipanti, è il saluto che una nutrita rappresentanza di anziani della Casa di Riposo, perfettamente allineati di fronte all’ingresso, ha voluto riservare agli “Amici Alpini”, così come recita lo striscione posto in alto, tra gli alberi. Anche i meno teneri di cuore hanno sicuramente sentito “qualcosa dentro” quando il sig. Giuseppe (Doro per gli amici), reduce, è balzato in piedi dalla propria carrozzella ed è scattato sull’attenti, gli occhi colmi di lacrime, al passaggio delle bandiere. Un grazie di cuore agli amici anziani ed agli operatori della Casa di Riposo. Gli Alpini non vi dimenticheranno (già nello stesso giorno, dopo le cerimonie, un folto gruppo di Alpini si è recato in Casa di Riposo per eseguire canti e balli con gli Anziani Ospiti, fino a tarda sera – n.d.r.). Ma la sfilata continua. L’arrivo in piazza Mazzini offre un colpo d’occhio di notevole impatto. Si sosta davanti al monumento ai Caduti ove si ripete il rito, sempre suggestivo e toccante, della deposizione della corona di alloro alla memoria. Conclusa la cerimonia, la sfilata riprende per sciogliersi poco dopo davanti alla Chiesa Parrocchiale.

Qui viene concelebrata da Mons. Gigi Bonfadini e da Mons. Franco Corbelli la S. Messa solenne, magistralmente accompagnata dalla corale di Pontevico, in una Chiesa gremita in ogni ordine di posto. Vengono ricordati in particolare gli Alpini e gli Amici degli Alpini “andati avanti”. Prima della conclusione viene impartita la solenne benedizione al nuovo gagliardetto, alla presenza della madrina sig.ra Marisa (moglie del capogruppo fondatore sig. Riccardo). Terminata la fase prettamente religiosa, prendono la parola alcune autorità presenti. In particolare il Vice Presidente della Sezione Alpini di Brescia, sig. Pescatori, rivolge un saluto ed un pensiero carico di solidarietà ai tanti Alpini impegnati in missioni di pace ad alto rischio in diverse parti del mondo. Conclusi i saluti, tutti si spostano presso il ristorante “Le Stagioni” di Pontevico. Il capogruppo in carica sig. Bruno fa gli onori di casa e, coadiuvato dai consiglieri, distribuisce targhe ricordo alle varie autorità presenti. L’atmosfera si surriscalda. Non mancano canti e battute. Qualcuno comincia a raccontare. Si perpetua ancora una volta quel piccolo miracolo che fa cadere tante barriere tra persone spesso diverse e distanti. E’ il piccolo miracolo della “penna nera”.

                                                                                                                  

35° ANNIVERSARIO

 Fine anni ’90.  Mons. Luigi Bonfadini (per tutti “don Gigi”) lancia un appello semplice e preciso ai Pontevichesi: bisogna fare qualcosa per la Chiesa di S.Giuseppe (detta anche del Suffragio) che versa in condizioni di vero degrado. L’abbandono, l’umidità, la carenza di adeguate manutenzioni e l’inesorabile azione del tempo l’hanno proprio ridotta male. Il Gruppo Alpini di Pontevico, interpretando il comune sentire che vede l’Associazione sempre impegnata quando le finalità sono valide e positive, si mette subito a disposizione del Parroco. Soci e simpatizzanti, giovani ed anziani (in testa a tutti l’inossidabile Santo B.), prestanti e mingherlini, tanti si presentano ed imparano in breve tempo ad “imbracciare” le tre armi più potenti a loro disposizione e cioè l’aggressivo piccone, il versatile badile e la docile carriola.

Con questi non troppo tecnologici ma insostituibili strumenti, molto entusiasmo e parecchia buona volontà, inizia il lavoro di rimozione dei pavimenti in cotto, di recupero e di prima pulizia delle mattonelle e del loro trasporto ed accatastamento presso le aree adiacenti l’Oratorio. Si passerà successivamente allo sbancamento di un abbondante strato di terriccio da sostituire poi con un vespaio di ghiaione indispensabile per togliere di mezzo il principale nemico della Chiesa di S.Giuseppe:  l’umidità. Si inizia dalla sala capitolare (dietro l’altare).  Il lavoro viene però subito rallentato a causa del rinvenimento di alcuni resti umani (quasi certamente di frati che custodivano la Chiesa) che vengono di volta in volta rispettosamente prelevati e collocati nella cripta posta al centro della Chiesa stessa.  Si passa poi alla sagrestia, al campanile ed alla zona circostante l’altare. E qui una prima  spiacevole sorpresa. Togliendo il pavimento intorno all’altare si scopre infatti che lo stesso non poggia su alcuna fondamenta ed è così in uno stato di grave precarietà. Subito si scatena  una ridda di ipotesi e di suggerimenti che vanno dallo smontaggio, rimozione, getto della fondazione e rimontaggio dello stesso (cosa più facile a dirsi che a farsi) sino all’intervento dei bravi (e forzuti) Angeli che seppero così bene involare la S.Basilica di Loreto. La discussione si blocca e si spegne però dinanzi al sogghigno pensoso di Piero “Stringhini” che, in disparte, ha sentito ormai  troppe fantasie non più sopportabili dal suo fine orecchio di provetto muratore. Il suo esordio è perentorio: “fi sito, gnari, e scultim!”.   E così passa a spiegare che la soluzione è molto più semplice, più umana e meno fantasiosa.  Si tratta infatti di scavare brevi tratti sotto l’altare da sottomurare subito, e via seguendo.

Si riparte quindi con rinnovato entusiasmo ed in tempi tutto sommato brevi l’opera è compiuta. Il nostro altare ha ormai solidi appoggi e può quindi affrontare impavido i secoli futuri. Si passa infine a rimuovere il pavimento della parte della Chiesa destinata all’assemblea, quella di gran lunga maggiore per superficie rispetto alle altre. Passano le settimane, i mesi e se ne va anche il primo anno.   Si lavora prevalentemente di sabato.  I pochi pensionati anche durante la settimana. Quasi sempre si è immersi nella polvere ma durante il lavoro si beve solo acqua ( è un preciso impegno assunto tra di noi sin dall’inizio). Un impegno veramente difficile da rispettate quando, verso sera, sfilano davanti a tutti (con un pizzico di sadismo, ho sempre pensato !) gli “emissari” di don Gigi che ostentano vassoi colmi di ben imbottiti panini, di  dolci gustosi e soprattutto di “appannate” (perché fresche al punto giusto!) bottiglie di generoso vinello.    I ritmi di lavoro aumentano a questo punto in maniera vistosa.    Che sia frutto della preoccupazione che il vino “perda” la giusta temperatura?    Chissà! Arriva così anche il momento del tanto agognato spuntino.   Si accendono come per incanto, sulle facce stanche ed imbrattate, smaglianti sorrisi.   Siamo ormai di fronte al tanto celebrato rito della convivialità che funge semplicemente da collante, meglio di tanti proclami, per gli Alpini. Ed arriviamo così, dopo la posa dei vespai e del primo strato di calcestruzzo, all’ultimo rilevante intervento prima della lunga pausa programmata.   Si tratta di scrostare  tutte le pareti (fino ad un’ altezza variabile tra i due ed i tre metri dal pavimento) per consentire l’asciugatura dei muri e la dispersione dell’umidità accumulata nei secoli. E’ un lavoro lungo e sporco che però va fatto e basta.   Si opera al ritmo degli scalpelli elettrici e manuali i cui rumori vengono appena attutiti dalla perenne nube di polvere che diventa l’assillo vero durante questa fase delle opere. Poi i lavori si fermano.   Il “cantiere” viene rimosso e tutto quanto ripulito.   Non si ferma però il tempo, alla cui azione viene affidato il risanamento della struttura.  

Alcuni anni sono ormai trascorsi ed il tempo, che è sempre galantuomo, ha favorito come nelle previsioni  l’asciugatura completa delle pareti e dei pavimenti per cui le imprese possono iniziare le opere finali. Con l’avvento di Mons. Antonio Tomasoni (per tutti “don Antonio”) arriva anche una ventata di entusiasmo e di spirito d’iniziativa che consentono la ripresa dei lavori. Agli Alpini viene chiesto di pensare soprattutto alla formazione dell’impianto elettrico e la risposta è sempre la stessa: siamo pronti. Il gruppo di lavoro si ricostituisce ed è però un gruppo più “sottile” rispetto a quello iniziale.   Alcuni, infatti, sono “andati avanti”, troppo presto (Tino, Pierantonio e Gianalberto) mentre altri non sono più operativi per ragioni di età e di salute.    Ma si riparte lo stesso, con rinnovato spirito. Ed è così che vengono innalzati ponteggi volanti, alcuni veramente arditi, sui quali si arrampicano più o meno agilmente sessantenni un po’ incoscienti che confidano più sull’ “air bag” naturale (in caso di caduta) che sulle residue doti di scalatori un tempo così familiari per affrontare quelle “nude rocce” e quei “perenni ghiacciai” menzionati nella Preghiera dell’Alpino. Settimana dopo settimana, mese dopo mese, i lavori vengono così terminati e la Chiesa viene restituita al suo antico splendore.   Siamo ormai ai giorni nostri e cominciano ad arrivare le prime richieste di utilizzo.  

A metà febbraio 2008 si è riunita presso la sede l’assemblea annuale del Gruppo.   Si parla di tante cose ma l’argomento di spicco diventa, inevitabilmente, quello della celebrazione del 35° anno di fondazione (1973 – 2008). Da tempo si è escluso di attivare cerimonie in “pompa magna”, da organizzare invece solo in occasione delle ricorrenze decennali.   Non si arriva quindi ad alcuna decisione e la questione viene lasciata aperta ad ogni soluzione. Poi, a fine marzo, giunge notizia che il nostro Parroco ha deciso di inaugurare in data 1° maggio la Chiesa di S.Giuseppe dopo i restauri. Proponiamo a “don Antonio” di trovare un punto d’incontro tra l’inaugurazione stessa e la celebrazione delo nostro 35° anniversario e, come speravamo, troviamo subito sponda alla nostra richiesta. Ed è così che alla data prestabilita  ci presentiamo in buon numero, dopo avere reso doveroso omaggio ai vari monumenti ai Caduti di Pontevico, nella Chiesa che ormai ben conosciamo. La stessa è strabocchevole di fedeli, risplendente di nuovi e ben azzeccati colori e riempita dalle ineffabili voci della corale magistralmente accompagnate dal nostro caro Alpino Claudio. Durante la cerimonia, impeccabilmente condotta dai tanti concelebranti,viene data la parola anche a Bruno, attuale capogruppo, che ripercorre con bravura tutte le tappe del nostro operato. C’è nell’aria parecchia  commozione che aumenta ancor di più quando molti di noi veniamo chiamati a ritirare la bellissima icona dono della Parrocchia.  Commozione che arriva all’apice allorquando, accompagnati dal canto struggente del “Signore delle Cime”, ci spostiamo nella sala capitolare posta sul retro dell’altare. Qui viene “disvelata” una bella targa in bronzo, dono dell’Amministrazione Comunale, che ringraziamo, il cui testo sintetizza al meglio l’essenza di questa giornata particolare:

 Il GRUPPO ALPINI DI PONTEVICO

 ha collaborato attivamente al restauro di questa Chiesa con il lavoro di tanti soci e simpatizzanti.

 In occasione del 35° anniversario di fondazione del Gruppo, che coincide con la conclusione delle opere, vogliamo dedicare l’impegno profuso a suffragio delle anime dei cari Soci e Amici “andati avanti”.

                                                       Pontevico – 1° maggio 2008              

                                                          

Al termine c’è spazio anche per visionare alcune fotografie che riprendono i diversi momenti delle opere di restauro. La frase più bella colta al volo tra le tante pronunciate dai presenti?   “Non sapevamo che anche voi Alpini aveste fatto tanto!” Frutto questo di carenza d’informazione?   Assolutamente no!   E’ solo che gli Alpini, per loro conformazione mentale, non conoscono il termine “vanagloria”. La giornata si conclude infine con un buon “rancio” in trattoria, molto…ma molto prolungato.

Bassano del Grappa, 8-9-10-11 maggio 2008.

E’ tempo di adunata nazionale e gli Alpini di Pontevico sono come sempre presenti in buon numero, e con tanti giovani, accampati ai piedi delle verdi montagne, orgogliosi della nuova e candida tenda-dormitorio che verrà messa a dura prova la sera di sabato da un improvviso e temibile temporale, senza però cedere alla furia degli elementi. Giorni di grande kermesse. L’incombere del sacro monte (il Grappa) mille volte cantato a simbolo della nostra Patria, lo scorrere placido del Brenta che sfiora appena, quasi con profondo rispetto, le ardite strutture lignee del Ponte degli Alpini, ininterrottamente percorso da tanti di noi e strabocchevole di folla, sullo sfondo del quale abbiamo immortalato, con la foto di Gruppo, la nostra presenza. E poi i cori, le fanfare, le cerimonie, gli incontri, il tanto Tricolore ed infine la sfilata, domenica 11. Veramente grandiosa, da vivere, più che da descrivere, con la consapevolezza di marciare a decine, a centinaia di migliaia verso obiettivi solidi e condivisi, sempre quelli, che non mutano all’avvicendarsi delle tante mode effimere. Poi arriva la sera e occorre levare le tende. Si procede alacremente, con efficienza, un po’ stanchi anche per le notti quasi insonni trascorse (e non certo per l’ansia e lo stress!). Coraggio ragazzi, si torna a casa ed il solito tran tran ci attende ma sapremo, come sempre, rompere la monotonia. Se è vero, com’è vero, che “don Antonio” ci ha già parlato…… di un’altra Chiesa, là, a Pontevico, che ci aspetta per essere un po’ più bella e più solida.  

LA SED

La nostra sede attuale si trova in Piazzetta Garibaldi, all’interno della palazzina comunale, al primo piano, condivisa con altre associazioni d’arma. Per alcuni anni, all’inizio, non va dimenticato che il Gruppo ha potuto avere a disposizione una bella e funzionale sede propria, in via Cavour, grazie alla generosa disponibilità delle sorelle Rossini alle quali va ancora oggi il ringraziamento di tutti. Il gruppo alpini dispone anche di mezzi e beni logistici tra cui:  

  • TENDA DA 20 POSTI LETTO
  • PREFABBRICATO PER CUCINA E ZONA PRANZO ATTREZZATA CON TAVOLI.
  • BRANDE PER 30 PERSONE CON MATERASSI E CUSCINI.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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