ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

SEZIONE DI BRESCIA

 Sede: Via Nikolajewka,15 - 25133  Brescia – tel. fax 030 2003976 - e-mail: brescia@ana.it

la sezione

 

Vessillo     

 

Storia

 

La nostra sede

 

Presidente

 

Consiglio

 

Gruppi

 

Dove siamo

 

Segreteria

 

Spazio bocia

 

Fiori all'occhiello

 

 

 

    

 

 

TRAVAGLIATO

È stato fondato il 15 settembre del 1955 con 103 iscritti. Primo CapoGruppo è stato Bruno Corniani. L’idea della costituzione del Gruppo delle Penne Nere travagliatesi è venuta al compianto Alpino Eugenio Tironi al termine delle onoranze funebri celebrate all’Alpino Vincenzo Binetti, deceduto durante il servizio di leva, Tironi dopo aver parlato con Corniani, Grandi, Orlandi, Zini ed altri amici, ebbe con immediatezza il loro consenso per cui l’importante notizia di ciò che stava per accadere fece il giro repentino di tutto il paese, che non esitò neppure un attimo ad accogliere con grande entusiasmo questo avvenimento.

 Il gruppo Alpini di Travagliato, ha attinto le proprie origini dai numerosi alpini, militari ed in congedo, che pur in maniera diffusa, trovavano l’esclusiva unità nell’appartenere allo stesso paese.

Questo legame ha dato l’identità comune per creare la solida base del Gruppo, che per iniziativa di alcuni fondatori, ha avuto ufficialmente i suoi natali nella domenica del quindici di Settembre del 1955. Quel giorno, che conduce la memoria alla realtà travagliatese di quarant’anni fa, ha dato inizio alla storia del Gruppo locale, attraverso un preciso programma di incontri: dapprima i convenuti per la manifestazione di fondazione, si sono ritrovati per il rinfresco presso l’ampia struttura della filanda situata in via Marconi, dopodichè il corteo delle penne nere si è snodato attraverso Piazza Libertà, via Vittorio Emanuele, Piazzale Ospedale, via Roma, per giungere infine nella chiesa parrocchiale, per partecipare alla Messa delle undici celebrata dal parroco don Francesco Foglio.

Dopo l’opportuna funzione religiosa, i partecipanti alla manifestazione, hanno raggiunto la piazzetta Cavour dove una decina di alpini in divisa hanno fatto il picchetto al monumento ai Caduti, davanti al quale venne deposta una corona d’alloro in onore a lutti i fratelli in armi sacrificati alla Patria. Dinnanzi a quest’opera solenne, che era ed è vero riferimento alla logica civile e militare degli alpini, si è compiuto il significato portante della giornata, per il quale il sindaco di Travagliato Mario Bonomelli ha tenuto un discorso e così anche il presidente della sezione di Brescia. Gelmi. Caratteristica all’occasione, l’esecuzione della fanfara degli alpini.

Tra l’entusiasmo della popolazione, la manifestazione ha avuto seguito nello sfilare del festoso corteo per via XXVI Aprile, via Lepre. via Napoleone, Piazza Libertà, fino a giungere alla filanda dei fratelli Bettoni in via Marconi, dove l’atmosfera conviviale del pranzo, ha consentito un approfondimento più libero e sereno nello scambio dei vissuti reciproci. Gli alpini, alcuni con le lunghe barbe caratteristiche , provenienti da tutta la provincia, ed i simpatizzanti. riuniti per la singolare circostanza, erano circa cinquecento, tra i quali però centotrè erano le penne nere travagliatesi iscritte al Gruppo locale. Sull’onda dell’animosità del momento, le vie del paese, prive della invadenza attuale delle automobili, divenivano scenari di vivaci caroselli con carri trainati da cavalli e guidati da allegri alpini euforici nella spensierata, sana baldoria.

In questo modo, Travagliato, ha avuto un giorno di grande festa che, nelle vie addobbate dagli striscioni inneggianti i corpi militari, nelle finestre adornate dai numerosi tricolori e dai fiori sparsi sui muri dalla generosità popolare, ed anche nell’entusiasmo coinvolgente di tutto il paese, ha dato a se stesso un ulteriore esempio umano del dinamismo della propria storia. Tra le personalità presenti all’evento il Generale Lantieri, e il Generale Ragnoli.

Lo Statuto del Gruppo ha come espressioni inequivocabili ci solidarietà, l’unità di identità comune, la saldezza morale, il reciproco rispetto, il volontariato. lI 19 settembre 1973, dopo 18 mesi di lavoro, venivo inaugurato il Monumento agli Alpini, opera che si erge massiccia nel piazzale dell’ex Ospedale. In tale occasione Luigi Zorzi classe 1916, detto “el biundì” ex combattente nel secondo conflitto mondiale, con il grado di Sergente Maggiore, alle dipendenze del 6° Reggimento Alpini della Divisione Tridentina, veniva insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Il Gruppo Alpini ha anche partecipato con uomini e mezzi alla ricostruzione delle zone del Friuli, sconvolte dal terremoto dell’8 maggio 1976. Il ricordo imperituro vado agli Alpini travagliatesi Giuseppe Ventura e Onorino Stoppele caduti sul fronte russo nel 1942, le oro salme riposano dal 1993 nel cimitero di Travagliato.

Da lungo tempo il Gruppo opera nel territorio travagliatese in tulle le manifestazioni militari e civili, è organo operativo della locale protezione civile, ed è parte attiva delle iniziative di volontariato. Nell’attuale sede del Gruppo Alpini spicca poderosa l’opera dell’ex Capo Gruppo Innocente Tironi IMPRONTE ED IMMAGINI DI SOLIDARIETA’ ALPINA TRAVAGLIATESE. Le impronte impresse nell’argilla rossa sono rappresentate dalle mani dei numerosi alpini che hanno lavorato per costruire la struttura. Le immagini evidenziano: LA VITA con un’aquila in volo che porta spighe di grano, IL LAVORO con la pala ed il piccone, LA CULTURA con un libro aperto sulle cui pagine spiccano le frasi TASI E TIRA e VECIO E BOCIA quindi a seguire LA MATERIA con un’aquila che porta con gli artigli pezzi di roccia; è significativa la raffigurazione della casa di lavoro VOMERE per disabili, dedicata alla figura eroica del sottotenente di artiglieria do montagna della Divisione Tridentina: TERESIO OLIVELLI, medaglia d’oro al valor militare; la struttura inaugurata nel 1992 e sita a Travagliato nella zona artigianale AVEROLDA ed è stata costruita interamente dagli Alpini travagliatesi. Per tale realizzazione il Gruppo Alpini ha ricevuto il premio BULLONI, manifestazione organizzata ogni anno dal Comune di Brescia per premiare le persone benemerite.

 

IL MONUMENTO AGLI ALPINI

La presenza e l’opera silenziosa, quotidiana, consueta del gruppo Alpini, ha avuto modo di affermarsi, in maniera univoca, attraverso la realizzazione di un lavoro dai profili architettonici che, nella concretezza della materia più grezza, si impone quale segno rappresentativo degli alpini travagliatesi nella comunità stessa che li ha generati.

La costruzione, su un basamento di cinque metri per quattro, e di quattro metri in altezza, si definisce infatti come “monumento agli Alpini”, volendo abbracciare nel suo grande messaggio umano, sia i militari alpini caduti nelle varie guerre che hanno coinvolto l’Italia in prospettive internazionali diverse, sia gli alpini defunti nella società civile, oltre che, naturalmente, i contemporanei, i quali, dal carattere della realtà militare, si riconoscono nell’attualità viva e laboriosa che comprende l’insieme caratteristico delle loro tradizioni e dei fini, che è sprone e modello per il presente ed il futuro.

L’opera, che si erge massiccia nel Piazzale Ospedale, proprio davanti alle imponenti scuole Elementari, nasce dall’iniziativa degli alpini travagliatesi, che, nel progetto dell’architetto Enrico Cordoni, hanno dato forma alla propria volontà di donare al paese un frutto distintivo della propria identità e dell’impegno profuso nell’offrire alla cultura locale, un pezzo in più del grande mosaico dell’esperienza umana. Il suggestivo monumento, costruito con la pietra delle nostre montagne, presenta un parallelepipedo a pianta trapezioidale, sulla facciata anteriore del quale, è fissata un’aquila rampante, tradotta in realtà dall’abilità dello scultore Vittorio Piotti, maggiore degli Alpini, di Rodengo Saiano.

Sotto l’arcigno pennuto, realizzato in lamine ferrose opportunamente smaltate, c’è la dedica al monumento, nello stile lapidario, ‘AGLI ALPINI’: parole sintetiche che, in chiara sintonia con l’animo dei protagonisti dell’opera, vogliono dire già tutto.

Il terreno di circa cento metri quadrati interessato dal complesso della costruzione, e comprendente anche un passaggio pedonale ed alcune aiuole, è stato donato dal Comune a seguito della richiesta fatta dagli alpini, che, in quel posto, già adibito a verde pubblico, hanno saputo aggiungere un valore ed un significato in più.

Accanto al monumento, c’è un’asta per l’alzabandiera, che viene issata nell’occasione delle feste nazionali e del gruppo, il quale, anche con questo segno, vuole corrispondere alla fedeltà ai valori patriottici del Tricolore.

Valori, che in stretta sinergia con il significato dell’opera realizzata, vogliono rappresentare un quadro di autentica sensibilità morale e civile, nel contesto dei principi propositivi dell’animo degli alpini. Dopo un anno e mezzo di lavoro, in unità e spirito di Corpo, il pregio del risultato ottenuto viene proposto a tutti nell’ambito della festa sezionale, tenutasi a Travagliato, in netta corrispondenza con l’inaugurazione del monumento, avvenuta il 19 Settembre 1973.

Quel giorno. una domenica, la manifestazione inaugurale ha avuto principio in Piazza Libertà, con il conseguente corteo degli alpini e simpatizzanti che, in Piazzetta Cavour hanno deposto una corona d’alloro al monumento ai Caduti, per poi proseguire attraverso le antiche contrade del centro storico travagliatese, sfilando in via XXVI Aprile, via Lepre, via Napoleone, per giungere nuovamente in Piazza Libertà dove ha avuto luogo l’incontro con le autorità civili, militari e religiose. Esse, nelle persone del sindaco di Travagliato Bruno Nicolini, del presidente della sezione Alpini di Brescia, Danilo Bajetti e de parroco della comunità locale, don Giuseppe Garzoni, si sono unite al corteo, lungo via Vittorio Emanuele, fino ad arrivare all’opera protagonista della giornata.

Davanti ad essa, e nell’insieme dei numerosi convenuti. il sindaco travagliatese ha tenuto un discorso, seguito a sua volta dall’eloquio del presidente sezionale di Brescia.

Nelle loro parole e nello scoprire il monumento appropriatamente preparato per l’occasione, il lavoro portato a termine ha così raggiunto veramente il suo compimento, presentandosi, nella particolarità del momento, alla peculiarità dell’attenzione degli astanti e della storia, ancor oggi memore della partecipata manifestazione che ha avuto nell’immediato seguito il suo naturale prosieguo nel pranzo in allegra compagnia.

Nell’ambito del sereno incontro conviviale, venne resa notizia della onorificenza di cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ricevuta da un ardito alpino travagliatese, Luigi Zorzi, cx combattente del 6° Reggimento Alpini nel corso del secondo conflitto mondiale.

Il fatto e la benemerenza danno l’occasione di considerare la sua realistica esperienza militare che, la memoria legata alla verità del merito, deve continuare a ricordare.

 

L’INTERVENTO IN FRIULI

La difficile condizione delle zone terremotate del Friuli non poteva lasciare insensibile il carattere Umanitario dello spirito degli Alpini che, in un clima di generale solidarietà, ha avuto modo di distinguersi per l’efficacia dell’organizzazione degli interventi e dei mezzi, nonchè per le diverse opere da loro realizzate.

Così, nelle terre friulane disagiate dal terremoto avvenuto 18 Maggio 1976, dalla Associazione Nazionale Alpini, sono stati messi a punto alcuni cantieri di lavoro completamente autonomi ed operativi, comprendenti circa trecento persone ciascuno, per il soccorso ai senza tetto e per il duro impegno di ricostruzione delle abitazioni. Il 6 Giugno, i cantieri erano in piena efficienza. Le sezioni bresciane e bergamasche, operavano nel cantiere numero quattro, facente capo a Gemona, situata a ventisei chilometri nord ovest di Udine: gli alpini si alternavano in gruppi settimanali, e fra questi è prontamente accorso un gruppo di laboriosi alpini travagliatesi. Pure da Travagliato, sono giunti in Friuli, ventunmila doppioni. materiali indispensabili per l’edilizia, accompagnati dal sostegno di una proficua sottoscrizione aperta in paese. a favore dei “fratelli friulani”.

Il 9 Settembre dello stesso anno, si concludevano i lavori, al termine dei quali, il panorama dello zelo profuso dagli alpini, dava modo di contemplare tremilatrecento abitazioni rese agibili o ricostruite, su tutto il territorio interessato alla calamità naturale.

 

LA CASA DI LAVORO “TERESIO OLIVELLI”

Teresio Olivelli, deceduto nel 1944 a Hersbrùck, è la costruzione che le penne nere travagliatesi hanno realizzato a vantaggio dei giovani disabili, e che è gestita dalla Cooperativa Sociale “Il Vomere”. Essa sorge nella zona Averolda destinata dal Comune allo sviluppo degli insediamenti artigianali e produttivi. L’area sulla quale è posta, è stata concessa con delibera del Consiglio Comunale, alla Cooperativa Sociale ‘Il Vomere”, nata dalla natura fertile della forte solidarietà umana travagliatese nel 1983, abbracciando i lodevoli propositi di aiuto ai ragazzi in difficoltà.

Da questi intenti, e dalla prima attività concreta, volta a far conseguire l’inserimento lavorativo ai medesimi, la cooperativa, dalla sede operativa iniziale, situata in via Solferino a Travagliato, approda dopo anni di proficuo lavoro, ad un’applicazione specifica nel contesto di un’attività socio-educativa, per quei giovani che, non possono essere mandati in un ambito lavorativo. I fini che tale impegno si propone sono quelli della socializzazione e dell’autonomia personale dei disabili.Tale compito, svolto da educatori, specialisti in pedagogia e volontari, trova la sua buona corrispondenza di mezzi e di struttura nella casa di lavoro, costruita dagli alpini travagliatesi nel 1992 dopo quattro anni di operosità. Dopo la partecipata inaugurazione della costruzione, nell’insieme del programma dell’adunata sezionale del 12,13,14 Giugno 1992, la presenza degli alpini è rimasta costante, ed ha permesso ultimamente al Vomere l’acquisto di una fotocopiatrice, con la quale, fra le tante attività, la cooperativa redige la propria rivista. I proventi per la realizzazione della casa di lavoro sono arrivati alle penne nere grazie ad offerte spontanee, come nel caso del Cav. Marino Parzani che ha dato molto, e mediante una catena di iniziative, quali, l’allestimento dei carri di carnevale, risalente al 1980, l’impegno nella Travagliatocavalli dal 1983, il noleggio degli stands. la castagnata e la capanna di Natale, che da otto anni, allieta lo scenario natalizio della nostra piazza. La collaborazione di alcuni imprenditori e artigiani del paese ha avuto un rilievo positivo nella costruzione della casa, che, strutturata su ben 1600 metri quadrati interni utili, ha avuto il suo progetto dall’architetto Franco Paterlini con la cura della parte tecnica del geometra Bruno Parzani e del geometra Romano Parzani. Nel dicembre del 1992. a Natale, il gruppo Alpini di Travagliato, è stato premiato nell’ambito del premio “Bulloni”, per la costruzione della casa del Vomere.

“Mossi impetuosa la vita. Sugli abissi mi librò il Signore dolcemente. Se qualche incremento al regno di Dio è venuto o verrà per opera mia, la mia gioia sarà completa”: queste sono le parole dell’alpino Teresio Olivelli al quale la casa è dedicata. Tali parole sono scritte su un cippo di marmo esterno alla costruzione, di fronte al monumento in onore al medesimo, realizzato da Tironi Innocente ed offerto dal Cav.Marino Parzani. Per i meriti ed il nobile esempio umanitario dimostrato dall’Olivelli, è in corso per lui la causa di beatificazione, che muove dalla sua vera testimonianza di solidarietà nella carità e nel soccorso al prossimo, nonchè nella dinamica abnegazione ai valori supremi della Patria. A lui è stata conferita la medaglia d’oro al valor militare.

 

     

 

 

le attività

 

Comm. cultura

 

Casa dell'Alpino

 

Protezione civile

 

Coro "Alte Cime"

 

Fanfara Tridentina

 

Ocio a la pena

 

Gruppo sportivo

 

AVIS-AIDO

 

Eventi

 

Nikolajewka

 

pagina iniziale