Vessillo

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Le medaglie d’oro appuntate sul Vessillo sezionale

CAP. ALESSANDRO PIETRO FRUGONI

nato nel 1910 a Brescia
Capitano di complemento
6° Reggimento Alpini
Battaglione “Val Chiese”
Comandante Compagnia Comando  

Medaglia d’Oro al valor militare “alla memoria”:

Comandante di compagnia di un battaglione, già duramente provato ed impegnato in sanguinosissimo combattimento contro forze soverchianti, attaccava con indomito e insuperabile ardimento un munito caposaldo. Incurante della violenta reazione, insisteva nella cruenta lotta che protraeva all’arma bianca, fino a giungere primo fra i primi sulle posizioni tenacemente contese. Impareggiabile animatore, benché ferito mortalmente, incitava i suoi eroici alpini superstiti a strenua lotta al grido: “Avanti in nome dell’Italia”, riuscendo col sacrificio estremo a spezzare il cerchio nemico e ad aprire ai più la via della salvezza. Leggendaria figura di fiero combattente che perpetuerà le gloriose tradizioni del battaglione “Val Chiese”.

Fronte russo, 26 gennaio 1943

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S.TEN. FAUSTO GAMBA

nato nel 1917 a Brescia
Sottotenente di complemento
9° Reggimento Alpini
Battaglione “Val Cismon”

Medaglia d’Oro al valor militare “alla memoria”:

Comandante di plotone fucilieri, avuto l’ordine di contrattaccare un forte nucleo nemico, soverchiante di forze e di mezzi, infiltratosi nelle nostre linee, con magnifico slancio ed aggressività, con perizia ed audacia, riusciva in un primo tempo ad arginare l’irruenza del nemico stesso. Ferito una prima volta gravemente da scheggia di mortaio, rimaneva sul posto continuando ad incitare con l’esempio e la parola i propri alpini, trascinandoli poi al contrattacco con tale slancio, che il nemico vinto dall’impeto di quel pugno di uomini, desisteva dalla lotta. Ferito una seconda volta da pallottola che gli paralizzava gli arti inferiori, rifiutava ancora qualsiasi soccorso e permetteva ai suoi alpini di portarlo al posto di medicazione solo quando vedeva il nemico in fuga. Trasportato all’ospedale, manteneva stoico contegno. Conscio dell’imminente fine, manifestava il suo orgoglio per il dovere compiuto fino al sacrificio supremo.

Ivanowka (Fronte russo), 24 dicembre 1942

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S.TEN SERAFINO GNUTTI

 

nato nel 1916 a Lumezzane (Brescia)
Sottotenente di complemento
6° Reggimento Alpini
Battaglione “Val Chiese”

Medaglia d’Oro al valor militare “alla memoria”:

Comandante di uno dei plotoni di punta in preordinato combattimento in ritirata a protezione del fianco scoperto dello schieramento del Corpo d’Armata, guidava animosamente al contrassalto i propri uomini contro forze nemiche soverchianti ed imbaldanzite dal successo, trascinando, primo fra tutti, i suoi uomini contro ogni reazione avversaria. Circondato da nemico straripante, benché ferito una prima volta resisteva tenacemente alla testa dei suoi valorosi superstiti. Colpito una seconda volta riusciva ancora con uno sforzo supremo a gettarsi a capofitto nella mischia gridando ai suoi ragazzi infiammati dal suo esempio “Tenete duro” persistendo nella cruenta lotta sino a che cadeva colpito a morte.

Albania, 21 gennaio 1941

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CAP. ENEA GUARNERI

nato nel 1894 a Passirano (Brescia)
Capitano di complemento
2° Reggimento Alpini
Battaglione “Val Stura”
Comandante 214ª Compagnia

Medaglia d’Oro al valor militare “alla memoria”:

Giovane ufficiale di rare virtù militari e del più puro patriottismo, animatore dei suoi dipendenti, che seppe predisporre ad ardite imprese, sempre primo ove vi era un pericolo da affrontare ed ultimo a lasciare il campo di battaglia, condusse sempre brillantemente il proprio reparto in cruenti assalti, come in difese disperate. In diverse azioni ferito,ed alcune volte gravemente, non abbandonò mai il posto di combattimento; ma sereno e calmo, attivo e pieno di slancio persistette sempre nella lotta sia che vi arridesse la vittoria, sia se la fortuna non corrispondesse al valore suo e del suo reparto. In un combattimento di retroguardia, dopo tre assalti, ferito e circondato dal nemico per avere protetto fino all’estremo possibile la ritirata del battaglione, prima di cadere prigioniero, fece presentare le armi dai pochi superstiti ai numerosi compagni d’arme, che nel suo esempio avevano trovata la forza di morire sul posto del dovere e del sacrificio. Infine in prigionia, conservando alto lo spirito e col pensiero rivolto alla Patria, anelante di affrontare per lei nuovi cimenti, organizzò un ardito tentativo di fuga durante il quale, sprofondatasi la galleria, per la quale doveva avvenire l’evasione e rimastovi quasi completamente sepolto, non volle essere soccorso per non dare l’allarme e compromettere così la progettata fuga dei compagni; e fra gravi sofferenze, sopportate con vero stoicismo, moriva eroicamente suggellando la vita, tutta spesa per la Patria, con atto fulgido di valore, per cui il nemico, ammirandolo, ebbe ad onorarlo degnamente e la forte Brescia lo ha elevato a simbolo di sua gente.

Monte Rombon, 16 settembre 1916 ; Ortigara, 19 giugno 1917 ; Monte Cavallo, 27 ottobre 1917 ; Aschak sul Danubio, 15 giugno 1918

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TEN. VITTORIO MONTIGLIO

 

Nato nel 1903 a Valparaiso (Cile)
Tenente di complemento
7° Reggimento Alpini – Battaglione “ Feltre”
Comandante plotone d’assalto del Battaglione

Medaglia d’Oro al valor militare – decorato da vivente 

Nato nel lontano Cile, da famiglia italiana, educato ad alti sentimenti di amor patrio, l’animo conquiso dagli eroismi e dai sacrifici della nostra guerra, la cui eco giungeva a lui attraverso le lettere dei due fratelli volontari al fronte, quattordicenne appena lasciò la casa paterna e sprezzando pericoli e disagi venne nella sua Patria. Nascondendo colla prestanza del fisico la giovane età, si arruolava nell’Esercito, e, dopo ottenuta l’assegnazione ad un reparto territoriale, per sua insistenza, veniva trasferito ad un reparto alpini d’assalto, ciò che era nei suoi sogni e nelle giovanili speranze. Sottotenente a quindici anni, comandante gli arditi del battaglione “Feltre”, partecipò con alto valore ad azioni di guerra, rimanendo ferito. Di sua iniziativa abbandonava l’ospedale per partecipare alla grande battaglia dell’ottobre 1918, nella quale si distinse e fu proposto al valore. Tenente a sedici anni, fu inviato col reparto in Albania, dove, in importanti azioni contro i ribelli, rifulsero le sue doti d’iniziativa, non fiaccate dalle febbri malariche dalle quali venne colpito. Nella stessa località,nelle insidiosi correnti del Drin, dava prova di elevata sensibilità umana e di civili virtù. Magnifica figura di fanciullo soldato, alto esempio ai giovani di che cosa possa l’amore alla propria terra.


Italia-Albania, giugno 1917-giugno 1920

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COL. RODOLFO PSARO

 

nato nel 1892 a La Spezia

Colonnello Comandante 7° Reggimento Alpini

 

Medaglia d’Oro al valor militare “alla memoria” : 

Con i suoi battaglioni “Feltre” e “Cadore” sosteneva valorosamente e vittoriosamente l’urto di preponderanti forze nemiche. Nell’immediata azione di contrattacco, da lui sferrato e guidato con perizia e audacia per stroncare la baldanza nemica, cadeva colpito mortalmente alla testa dei suoi magnifici alpini. superba figura di soldato e di obbedienza alla santa legge della Patria. 

Albania – Ciafa Gallina, dicembre 1940

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GEN. LUIGI REVERBERI

 

nato nel 1892 a Cavriago (Reggio Emilia) 

Generale di Divisione Comandante

della Divisione Alpina “Tridentina” 


Comandante della “Tridentina” ha preparato, forgiato e guidato sagacemente in Russia con la mente e l’esempio i suoi reggimenti che vi guadagnarono a riconoscimento del comune eroismo medaglia d’oro al valor militare. Nel tragico ripiegamento del Don, dopo 13 combattimenti vittoriosi, a Nikolajewka, il nemico notevolmente superiore in uomini e mezzi, fortemente sistemato su posizione vantaggiosa, deciso a non lasciar passare resisteva a numerosi cruenti nostri tentativi. Intuito essere questione di vita o di morte per tutti, il comandante nel momento critico, decisivo, si offre al gesto risolutivo. Alla testa di un manipolo di animosi, balza su un carro armato e si lancia leoninamente nella furia della rabbiosa reazione nemica, sull’ostacolo, incitando con la voce ed il gesto la colonna che elettrizzata dall’esempio eroico, lo segue entusiasticamente a valanga coronando con una fulgida vittoria il successo della giornata ed il felice compimento del movimento. Esempio luminoso di generosa offerta, eletta coscienza di capo, eroico valore di soldato. Medaglia d’Oro al valor militare – decorato da vivente

Nikolajewka (Fronte russo), agosto 1942-gennaio 1943