NIKOLAJEWKA
La seconda guerra mondiale negli anni immediatamente successivi alla sua conclusione aveva lasciato in eredità la distruzione materiale e morale del paese: in questo ambiente, già all’indomani della liberazione, anche a Brescia gli alpini sono in prima fila, impegnati nella ricostruzione: lo stesso Comando Alleato, nella persona del comandante il canadese Col. Robinson, vede nella rinata Associazione Nazionale Alpini, guidata allora da Giuseppe Vignola, uno strumento affidabile ed efficace per riportare ordine e fiducia nella società prostrata dalla terribile esperienza; il rapporto di reciproca stima e rispetto porterà questo ufficiale alleato a ricevere sul M. Guglielmo il 12 settembre 1945, nel primo raduno dopo la fine delle ostilità, la tessera di “alpino ad Honorem”.
Nel 1948, i reggimenti della gloriosa Divisione Tridentina, vengono decorati a Brescia con la medaglia d’oro per i fatti d’arme sul fronte russo; da quel giorno si crea un inscindibile legame tra i nomi di Brescia, Nikolajewka e Tridentina, tra una terra che ha dato tanti suoi figli alla Divisione che compì il miracolo ed una anonima località della sconfinata steppa; Nikolajewka da quel giorno divenne uno dei nomi più fulgidi dell’epopea alpina. Un legame che da allora vede ogni anno in gennaio ritrovarsi a Brescia i reduci del fronte russo, un legame che si è sublimato in occasione del 40° anniversario della battaglia, quando gli alpini bresciani inaugurarono la Scuola per spastici e miodistrofici dedicandola a quel fatto ed a quanti vi persero la vita, costruita grazie all’intuito fecondo del Presidente di allora, Ferruccio Panazza e grazie anche all’aiuto della popolazione bresciana e delle sezioni vicine. Da quel giorno tanti ragazzi meno fortunati, nel nome del motto “Ricordare i Caduti aiutando i vivi” trascorrono giornate serene, circondati da affetto e premura.
Ma l’apporto dei bresciani al ricordo della tragica esperienza in terra di Russia continua anche quando il solito Panazza, probabilmente memore dell’aiuto ricevuto dalle donne russe quale gravemente ferito nella notte di tregenda di Arnautowo, propone di realizzare anche in terra di Russia un’opera dedicata ai più deboli; inizia così l’”Operazione Sorriso” grazie alla quale a Rossosch, sulle rovine di quello che allora fu il quartier generale del Corpo d’Armata Alpino, sorge un asilo frequentato ora dai discendenti del nemico di allora.